Diario di un'artigiana: chi è Tommaso?

11/09/2026 -

Sono Silvia Bertolucci. Dietro Ecoartigianato c'è un laboratorio, due mani, tanta curiosità e la convinzione che gli oggetti che portiamo in casa abbiano un'anima. Da qui nasce tutto quello che faccio e da qui nasce anche questa rubrica.


Qualche giorno fa una mamma mi ha scritto su WhatsApp

"È pronto il grembiule di Tommaso?"

Io non sapevo chi fosse Tommaso.

Ci ho messo un attimo a capire — certo, il bambino per cui stava ordinando. Ma per un secondo mi sono sentita davvero come se dovessi saperlo, come se Tommaso fosse un nipote di cui mi ero dimenticata il compleanno.

Ed è lì che ho capito una cosa che mi succede ogni agosto, e che non mi ero mai fermata a raccontare.

Da inizio agosto il telefono non si ferma. Le mamme dei bambini Waldorf mi scrivono ogni giorno, mi chiedono i colori disponibili, io mando le foto dei tessuti, parliamo di taglie — quella di tre anni cresce in fretta, quella di sette ha già le sue idee.

Alcune vogliono la misura esatta di quel bambino preciso, altre un modello che ho già pronto ma nel colore giusto. E il colore giusto non lo decido io, lo decide la maestra, con sfumature che a volte fatico persino a immaginare finché non le vedo scritte — un verde muschio ma non troppo scuro, un giallo ma "non acceso".

Una volta alla settimana esco apposta a cercare le stoffe di cotone che servono, perché ogni scuola, ogni classe, ha la sua tavolozza.

Sono settimane strette, i tempi non aspettano, la scuola inizia e i grembiuli devono essere pronti. Ma è anche il momento in cui mi accorgo di quante storie passano tra le mie mani insieme al tessuto.

Ci sono bambini per cui ho cucito il primo grembiule quando andavano ancora all'asilo, e adesso sono già grandi. Ci sono mamme che mi scrivono come se ci conoscessimo da sempre — e in un certo senso è vero, ci conosciamo da quando i loro figli erano piccolissimi.

Non sapevo chi fosse Tommaso. Ma probabilmente, tra qualche anno, il suo grembiule sarà uno di quelli che ricorderò.

Questo è il Diario di un'artigiana

Questo episodio è il primo di una rubrica che ho deciso di iniziare a raccontare anche qui, non solo nella mia newsletter della domenica: il Diario di un'artigiana. A volte parlo dei materiali che scelgo, come la pula di farro o i tessuti di recupero.

Altre volte di una giornata storta in laboratorio, di un esperimento riuscito a metà, di un errore che mi ha insegnato qualcosa. Altre volte ancora, come oggi, di chi mi scrive — e di quello che mi racconta senza nemmeno accorgersene.

Non è un diario per vendere qualcosa. È semplicemente quello che succede, ogni giorno, dietro un mestiere che rischia di scomparire se nessuno lo racconta più.

Se ti va di seguire le prossime puntate, ogni domenica ne arriva una nuova nella mia newsletter, La Domenica con Silvia — una lettera vera, scritta come se stessi parlando con un'amica, non un bollettino commerciale.

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Silvia

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